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Anche marzo sta finendo…

15 Mar
Rifletto. E non è che vada bene. Passo le giornate chiedendomi che fare. Disprezzandomi e infliggendomi punizioni. Tanto è inutile. Ricadere nell’errore, per me, è come la droga. Difficile uscirne, quasi impossibile se nessuno ti aiuta. Ma non fa nulla. Male che vada mi ritroverò a dovermi rialzare dal fondo in cui sono scivolata. Ancora.
Ma ho una missione: ho capito che non devo perdere la mia luce. Quella luce che la gente vede nei miei occhi. Se dovesse spegnersi, avrò perso. E quel momento sarà la fine.
 
LA FINE E L’INIZIO
 
Forse continuerò.
Forse sprofonderò.
Evaporare e perdermi
come il fumo di una sigaretta,
che a poco a poco
si consuma
alimentata dal vento.
Si accende morendo
tra due dita tremanti.
E perde la sua anima
dentro un posacenere.
Forse continuerò.
Forse sprofonderò.
Andare e tornare
come la schiuma del mare
agitato dall’onda
alimentata dal vento.
Riaffiora morendo
tra scogli di piombo.
E perde il suo corpo
in fondo agli abissi.
Forse continuerò.
Forse sprofonderò.
Passare e tacere
come una nuvola solitaria
che lentamente si dissolve
alimentata dal vento.
Si libera morendo
tra i raggi del sole.
E perde il suo cuore
nell’azzurro del cielo.
Forse continuerò.
Forse sprofonderò.
 
Cristina
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You can leave your hat on…

13 Mar
La canzone del momento… tutto ciò mi mancherà

 

 

.
 
 

2009

31 Dic
Ultimo post dell’anno, ormai è una tradizione. E poi su facebook è pieno di link e cagate varie che passa la voglia di augurare "buon anno" agli amici.
31 dicembre: è finito, il 2009 è finito. Mamma mia che anno fantastico! Sono sicura che un altro come questo non ci sarà più nella mia vita. E se mai ci sarà, vorrà dire che ho sperato tanto, che ho pregato tanto, da ricevere la grazia divina! Ah ah ah…
 
Quante cose ho vissuto, quante persone ho conosciuto, quante esperienze nuove, quante speranze alimentate…
 
Ho finito l’agenda, e non ho avuto tempo per comprarne una nuova…pazienza!
Che dire? A chiunque passasse da questo luogo dimenticato auguro il meglio.
 
 

Terza parte della storia

19 Dic

«Un caffè macchiato freddo, grazie».

La caffetteria dell’ospedale si sforzava di essere un luogo caldo e accogliente, ma dietro le vetrate colorate e i quadri di Mirò appesi alle pareti, era possibile percepire un non so ché di squallido e triste. Quelle tazzine anonime e le zuccheriere antigieniche sembravano riflettere l’indifferenza generale dei dottori intenti a sorseggiare caffé e a leggere giornali. Il tutto contrastava con il preoccupato pranzo veloce dei parenti dei pazienti, che passavano la maggior parte del giorno tra i corridoi e nelle sale d’attesa interrogando a sguardi chiunque passasse con un camice bianco da quelle parti.

«E così sei riuscita a cavartela oggi!»

Il caffè era amaro. Clara si girò e vide il ragazzo di quella mattina che si accomodava sullo sgabello di fianco al suo.

«Comunque io sono Victor, piacere.»

«Clara, piacere mio. E si, mi succede spesso di arrivare in ritardo il primo giorno. Che ci posso fare? È una mia caratteristica!», alzò le spalle e rise. «Ho una fortuna sfacciata, vero?»

«E diciamo anche che il professore ha sorvolato. Secondo me è una persona di cui ci si può fidare», aggiunse Victor. Ma Clara non ne era così sicura: nel corso degli anni aveva maturato l’abitudine a non fidarsi di nessuno, specialmente di quelle persone che si mostrano sincere e amabili; è un po’ l’inclinazione naturale di chi ha sofferto nella vita e non accetta ulteriori fregature!

Victor invece era un ragazzo positivo e solare, ciò non vuol dire che non avesse preoccupazioni né problemi, chiunque, in questa frenetica vita che non lascia abbastanza spazio ai sogni, ha dei problemi, ma egli sapeva affrontarli a viso aperto e con il sorriso.

«Di dove sei?» domandò a Clara.

«Zamora, e tu?»

«Cadiz. Ma ho un appartamento qui col mio ragazzo, da quattro anni ormai. Sembra ieri quando ci siamo trasferiti e tiravamo avanti lavorando in qualche bar per pagarci gli studi. Adesso lui fa il giornalista free lance e continua a studiare, mentre io spero di diventare un dottorone di fama internazionale» concluse Victor con un tono da annuncio pubblicitario ed esplodendo in una sana risata. Anche Clara sorrise, e aggiunse: «la mia famiglia è originaria di Siviglia, ma da piccola mi trasferì al nord con i miei genitori. Mia madre era insegnante di musica e mio padre lavorava in una clinica privata. Sono morti entrambi l’anno scorso, in un incidente in autostrada, mentre tornavano dal loro viaggio annuale a Siviglia: si recavano una volta l’hanno qui, a visitare mia nonna, la madre di mio padre. Inizialmente li accompagnavo spesso ma, crescendo, smisi di farlo. Non c’è un vero perché, forse per il fatto che ormai la mia vita era li, in Castilla. Eppure, dopo la loro scomparsa mi sono dovuta trasferire in questa città, dove ho l’unica parente che mi è rimasta. Ma praticamente è come se fosse un’estranea». Entrambi rimasero in silenzio a fissare il caffé che a poco a poco si raffreddava, mentre fuori iniziava a piovere.

«Dannazione, non ho l’ombrello!» esclamò Clara. Gentilmente Victor si offrì di accompagnarla a casa e lei, tentennante, accettò l’invito. Alla fine, il bilancio di quel primo giorno non era poi tanto negativo.

E vorrei…

13 Dic
Il tempo passa sempre uguale, e noi non ce ne rendiamo conto. Mi fanno torti e non combatto. Passiva  resto inchiodata ai miei doveri. E vorrei solo mandare tutti a quel paese. Prendere la bici e imboccare una discesa senza freni. Sentire il vento tra i capelli, le onde del mare sui piedi, l’alcol bruciarmi lo stomaco. Fumare fino a dormire. Non dovermi preoccupare di avere qualche soldo in tasca. Poter cantare a voce alta per strada senza pensieri e piangere di gioia. Vorrei dire ti amo e sentirne l’eco. Vorrei gioire coi miei amici, e far pace coi miei nemici. Vorrei credere. Ma soprattutto vorrei un immenso foglio bianco col quale potermi sfogare!
 

Dio Mio

4 Ott
Se potessi me ne andrei
Lascerei le pene comuni
e allevierei il dolore.
 
Se potessi me ne andrei
Passerei problemi più gravi
e sarei lontana da qui.
 
Se potessi me ne andrei
Eviterei danni maggiori
e morirei nell’oblio.

Seconda parte. Puntata2

29 Set

L’acre odore di disinfettante le pizzicò il naso e quel viavai di infermieri, dottori e parenti assonnati era quasi insopportabile.

Dopo una prima occhiata si diresse verso la portineria:

<<Buongiorno!>> fece.

La segretari, che era impegnata in una vivace discussione telefonica, le fece cenno di attendere alzando l’indice per chiederle un minuto. Infine, mettendo giù il telefono un po’ troppo vigorosamente:

<<Ha un appuntamento?>>

<<Veramente sarei una tirocinante che inizia lo stage oggi>>.

La segretaria la guardò con aria stupita inarcando le sopracciglia:

<< La presentazione è già iniziata, il Dottor XXXX sta facendo fare il giro dei

corridoi ai nuovi arrivati >>.

Pausa imbarazzante.

<<Signorina le conviene trovare un’ottima scusa mentre li aspetta. Sa, il

professore non sopporta i ritardatari>>.

"oooook, cominciamo bene!" Pensò Clara e, facendole un sorrisino a messo labbro

accompagnato da un cenno del capo, si allontanò dirigendosi verso i bagni.

 

Mentre camminava pensava alla balla da inventare per far sembrare il suo

ritardo il più giustificabile possibile; ma non le venne in mente nulla.

D’un tratto, anziché continuare verso i bagni, imboccò il corridoio a destra delle

scale e cominciò ad aggirarsi furtiva. Passò davanti allo spogliatoio, il

magazzino e un paio di uffici, facendo attenzione e voltando gli angoli con una

circospezione degna di un ladro o un fuggitivo. Ad un certo punto, proprio alla

fine del corridoio, vide una scia di ragazzi intenti a salire al piano di sopra.

"Dall’aspetto si direbbero proprio un gruppo di tirocinanti alla loro prima visita

in ospedale. Gli manca solo la macchina fotografica e gli occhi a mandorla!"

Si avvicinò all’ultimo della coda e gli chiese:

<< Siete i nuovi tirocinanti?>>

<<Si, signora>> . Si rivolse con tale deferenza che Clara pensò che l’avesse

scambiata per qualcuno di importante, un pezzo grosso, uno di quelli a cui è

sempre meglio leccare le chiappe.

"Bene!" pensò, e si intrufolò nel gruppetto facendo finta di nulla. Il ragazzo, che

dapprima era rimasto un po’ disorientato, dopo un attimo non se ne curò più e

tornò a penzolare dalla labbra del professore. Questi stava spiegando loro le

politiche dell’ospedale riguardo i turni:

<<E il capo del personale infermieristico vi darà ogni fine settimana la tabella

con i turni di pratica, che dovrete integrare alle ore di lezione, intesi?>> Smise di parlare, il Professor XXXX, per dar tempo ai novellini di memorizzare le informazioni. Dunque si girò verso di loro e, sul punto di pronunciare la fatidica frase "non ammetto negligenze", si fermò e fissò Clara.

<<Da quanto tempo è qui signorina?>>

<<Dall’inizio della presentazione, perchè?>>

XXXX la guardava perplesso, e si passò più volte l’indice sul mento, segno di riflessione, al che esclamò:

<<Strano che io non l’abbia notata prima!>> Detto ciò si girò e ricominciò il suo dovere da cicerone senza più fermarsi.

La continuerò mai?

19 Set
 Quando l’uomo chiese alla ragazza distratta che ore fossero, lei neance lo guardò. Si affrettò a rispondere e proseguì per la sua strada. Erano le 8:15 di una fredda mattina d’aprile, e fra un’ora tutto sarebbe cambiato per quella ragazza distratta. Attraverso il vento che soffiava forte e faceva i dispetti ai suoi capelli, si diresse alla fermata del tram, accese l’i-pod e si eclissò. Quel mondo fatto di note e parole era il suo rifugio, un caldo giaciglio che non vorresti mai abbandonare al mattino. Clara sapeva benissimo di essere in ritardo ma non se ne curava: non si può essere perfetti a questo mondo, non si può essere sempre in orario, impeccabili e puliti. Mentre era intenta ad osservare le persone che le stavano accanto, cosa che faceva di continuo data la sua indole curiosa, arrivò il tram. Clara salì ma non si sedette; le piaceva sfidare la forza di gravità che, ad ogni frenata o curva, tentava di attrarra al suolo. Fuori il giorno sembrava non volesse decidersi se vestirsi di sole o lavarsi con pioggia.
 
-Ch-ch-ch-ch-changes
(turn and face the strain)
Ch-ch-changes
Dont want to be a richer man
Ch-ch-ch-ch-changes
(turn and face the strain)
Ch-ch-changes
Just gonna have to be a different man
Time may change me
But I cant trace time
Oh, come avrebbe voluto cantare a voce alta quella canzone ma se solo avesse osato, la società con il suo finto perbenismo, le avrebbe  imposto un’etichetta differente e le avrebbe volentieri pagato un biglietto di sola andata per l’ennesima corte dei miracoli.
Giunta alla sua fermata Clara si affrettò a scendere, sospirò e spense l’i-pod. Avrebbe attraversato la strada, salito la gradinata e, una volta entrata in ospedale, avrebbe iniziato il suo tirocinio. L’idea non la spaventava affatto, forse perchè era forte, forse perchè era inconsapevole e non aveva la minima idea di ciò che l’attendeva ma non si fermò a riflettere, non indugò. Con passo fermo e veloce varcò la soglia dell’ospedale, in ritardo di un quarto d’ora.

E’ dura…

17 Lug
Devo riprendermi la mia vecchia vita. Le me vecchie abitudini. I miei vecchi amici. I miei vecchi locali a cui dai del tu (cit.) Le giornate all’uiversità, a fare la fila per la macchinetta del caffè, sbavando al passaggio di ogni nuovo ragazzino capello lungo e orecchino che vedo passare, depositando borsa e libri in biblioteca, mangiando "pezzi di Massaro" al bar di lettere, saltando la fila al centro stampa per fotocopiare du’ tesine dimmedda, eccetera eccetera. Sarà tutto strano, dopo l’ultimo meraviglioso anno, che ormai è un capitolo chiuso, almeno per adesso. Per i visitatori di questo infausto space: sappiate che l’ERASMUS è un’esperienza unica e da provare, da godersi fino alla fine, da rimpiangere, da desiderare e soprattutto da fare! Ma se la fate non fatemelo sapere perchè potrei odiarvi e alla lista dei motivi "perchè forse mi spediscono all’inferno" dovrò aggiungere la voce "-invidia" 🙂

Un anno d’Erasmus, sensazioni e ricordi

17 Giu
Los Delinquentes
Solomillo al Roquefort
Alameda
General Castanos
Rectorao
Jimmy
Fiestaaaaa
Tinto de Verano
Carboneria
Flamenco
El tio ‘Bella Napoli’
San Fernando
Maria Luisa
El C2
Eulalia
Abanicos
Sebici
Plaza de Armas
Mercadona
Napolitanas
Pandemolde
Champaaaaagneeeeee
Venga, tio, venga
Picaflores
Arfe
Giralda
HM
Alfa alfa
Blues
Chupitos
Sirena
Cafè Central
Fun CLub
Guadalquivir
Torre de Oro
Curso d’idiota
Zwinglio
Ucceeelliiiiiiii Veniiiiiteeeeeee
Yo….me voy
E michele?
Quindici
5 Kg di caramelle
Semana Santa
La cuenta
Mariquita
Decìa mi abuelo olé olé
Feria
Rebujito
Cruzcampo
Triana
Los toros
Tertulia
Calefacciòn exagerda
Aire acondicionado exagerado
Tuenti
Esencia
Santas Patronas
Joé qué calò
Tram
Puerta Jeréz
Tetuan
Calabacines
Matalascanas
Azotea
 
 
 
 

LA FINE

7 Giu
HO FATTO I BIGLIETTI
IL PRIMO DI LUGLIO IL MIO PIEDE TORNERA’ A CALPESTARE IL SUOLO SICILIANO.
E’ FINITO. IL SOGNO E’ FINITO.

Aprile

29 Apr
April dolce dormir… ma quando mai! E chi dorme in questo periodo? Io no di sicuro, tra allergie varie, Foie gras e mal di stomaco, ubriacature al limite… non si riesce proprio a star fermi un attimo. Ho anche passato un finde a Malaha (Màlaga) da Michele e Donatella, a godermi il concerto per la Festa di Primavera e ho anche conosciuto i Los Delinquentes… serata fantastica! Ad un certo punto Diego el Ratòn mi fa "Sono molto felice di fare la tua conoscenza" con spiccatissimo accento andalù, più precisamente di Jerez! Ho rimediato una maglietta autografata dai 2 (Diego y er Canijo) all’altezza delle tette 🙂
A siviglia che si dice? Mah, tutto apposto… tutto apposto sticazzi: è cominciata la FERIA DE ABRIL ed è un delirio total! Ieri ho passato il pomeriggio a casa di Rox, con Marìa a truccarci vestirci e acconciarci. I risultati? Andate a  vedere le foto…che gnocche! Ci siamo mimetizzate benissimo tra le sevillane in traje flamenco! Tanti colori, tante luci, tanti vestiti, tanto REBUJITO… jajaja (Rebujito: Manzanilla + 7Up). Bien, ora carico l’album fotografico della Feria de Abril…
ME CAIGO EN LA PUTA FERIA!

E Cagatemi!

3 Apr
Ooooooh… da quando tutti si sono fatti "FEISBUC" nessuno mi caga più sul blog di msn… E cagatemi! Mandatemi un messaggio, anke solo per mandarmi a fanculo!

Quanto teeeempooo

14 Mar
Azzo non scrivo da tempi immemori… e questo è un male… ma ormai co sto feisbuc, tutti sanno tutto di tutti…èsuperfluo scrivere un blog 🙂
Cmq…ke vi racconto… niè qui è davvero arrivata al primavera: 25 gradi fissi, a volte anke di più…ho le tette abbronzate ormai! ahahaha
Siccome è tarderrimo, non mi va di scrivere altro, vado a dormire, senza controllare gli errori di battitura e/o grammatica e/o sintassi e/o morfologici e/o …
notte a tutti…
 

____ LA CASA ____

1 Feb
Questa casa cade a pezzi… i primi sintomi della malattia, che presto porteà alla totale distruzione questa dimora, si sono manifestati allor quando ci restavano in mano pezzi di plastica dei cassetti del freezer.
Poi fu la volta del vetro della finestra: rotto!
Poi la volta delle piastrelle del patio: a poco a poco verranno giù tutte.
Poi il muro che si sta gonfiando.
La lavatrice che si apre col cacciaviti.
Pezzi della cucina che si staccano;  lampade che non funzionano; la corrente che va e viene a piacimento.
Ah, poi la porta del patio totalmente "sminchiata"; la maniglia della porta della cucina: rotta; il chiavistello della porta del bagno: rotto anche quello; il muro macchiato di vino (ma quello è colpa nostra!);
E stamattina: IL COLMO!!!
Abbiamo veramente toccato il fondo!
Si sono rotte le scale? NO, di più…
E’ crollato il tetto? No no no no, mooolto di più!!
SIAMO CIRCONDATI DALLA MERDAAAA o_o
Merda fuoriuscita dalle fognature si è depositata davanti la porta di casa, dentro il cancelletto…
Quando si suol dire…siamo nella merda!
Abbiamo toccato il fondo, e vi abbiamo trovato merda!

Primo pseudo esame

22 Gen
Ke serata gente! E’ veramente un periodo del cazzo.
Studio, studio, studio e solo studio.
Qual è la differenza tra questo periodo e i periodi delle passate sessioni d’esami?
Beh, c’è una differenza bella e buona: non sono nella mia città, non c’è la mia famiglia, non ci sono i miei amici, non ci sono i miei colleghi.
Tutto è amplificato. Un problema che a Palermo varrebbe 10, qui vale 100.
E mi manca ancora Palermo. L’avevo superata quella fase ma…eccola lì, è tornata!
Pazienza. Ogni giorno mi alzo e penso: non vedo l’ora ke è sera. Poi mi vesto e affronto la giornata tutta d’un fiato. Si, perchè se mi fermo a respirare soffoco…
Ora basta, non voglio nemmeno pensarci…

Una Storia senza fine

19 Gen
Come vorrei essere la sua Sally.
E come vorrei ke lui fosse il mio Harry.
Arriverà mai un momento giusto?

Il ritorno a Sevilla

12 Gen
Oggi è stato uno dei giorni più duri della storia.
Sono distrutta, disincantata, afflitta… e tutti i sinonimi esistenti!
Ho passato l’intera giornata fuori da casa. Il mio pranzo: 2 fette di pane bianco; la mia cena: 2 uova fritte.
Sono dovuta andare a quell’odiosissima lezione di Diritto, a quella di Economia e a quella di Storia.
Gli esami si avvicinano correndo e la notizia mi ha buttata nel panico. Ho bisogno dell’illusione di stabilità. Ho bisogno di una mappa mentale organizzativa, lo so bene che non la seguirò, ma mi metterebbe tranquillita sapere che "ho un piano"!
Invece non ho neppure la forza per pensare, non sto rileggendo neanche qsto post per vedere se c sono errori di ortografia o grammatica, per cui nn me ne vogliate!
Le uova si stanno raffreddando e sento odore di nostalgia.
Se non ce la faccio mando tutto a puttane.
Oggi non ho sentito nessuno, nè i miei amici, nè i "chattari della zootv", nè gli altri erasmus, e mi sento sola.
Ho parlato con mia sorella solo 5 minuti, perchè dovevo studiare…
Finisco la mia cena e… non so cosa farò dopo…

Primo post dell’anno

8 Gen
Oooo. Primo post del 2009!
Fa freddo, però è una bella giornata! Stamattina c’era molto sole, sono andata a fare un giretto con Vale: mi ha portata a Torre di Ligny!
Kebbella che è la mia città… il mare, il vento, le isole, che oggi si vedevano nitidissime…
Quasi che mi dispiace lasciare la mia terra ;(
Sto riattraversando quella fase del "Non vedo l’ ora di partire però in fondo mi dispiace lasciare tutto-dinuovo" :-S
Siviglia è Siviglia, ma Trapani è Trapani…ecco, sillogismi a parte, voglio tornare in Spagna per riavere al mia libertà, indipendenza, i miei probemi,, rivedere i miei amici, coinquilini, per passeggiare in avenida de la Costituciòn in cerca di un bancomat che funzioni ^_^
E voglio restare qui, perchè nn voglio lasciare la mia famiglia, i miei amici. E’ come se avessi paura che mentre io sono lontana possa accadere qualcosa di spiacevole…. e io non voglio 😦 Forse mi spaventa l’idea di stare sei mesi lontana da casa.
Ma che possiamo fare, c’est la vie!
Ritornerò alle mie abitudini sevillane: sveglia alle 12:00; colazione davanti al pc collegata in chat nella Zoo-tv; doccia; Zoo; lezioni; biblioteca; open cor, per comprare generi di primissima necessità, ovvero latte, pane e cioccolata; casa; studio; cazzeggio.
E’ meglio che mi prepari, perchè quello che verrà, sarà un periodo duro: E S A M I  O_O
 

Il punto rosso indica l’ubicazione della mia casa ^_^

 

Il tempo se ne va

30 Dic

E intanto il tempo se ne va, tra i sogni e le preoccupazioni, cantava Celentano.

Un altro anno è passato e tutti attorno a me non fanno altro che stilare liste di bilanci e fare pronostici per l’anno venturo.

Io no,non voglio.

Non sembra neanche sia passato un anno… mi sembra ieri quando ho scritto il post di fine anno dell’anno scorso, scusate il gioco di parole.

Sono solo le convenzioni che spezzettano questo continuum in giorni, mesi, anni… ma non voglio entrare in discussioni filosofiche né semiotiche!

L’anno scorso mi ero prefissata una cosa per l’anno che sarebbe venuto, cioè quello ke adesso se en sta andando, ovvero epurare la mia vita dagli stronzi e mandare più persone possibili affanculo!

Beh, devo dire che ci sono riuscita con soddisfazione!

Sono stata più dura con le persone che mi giravano attorno, più diretta e, ahimé, più crudele! Ma ho dovuto farlo, per poter stare meglio! E in effetti sono stata meglio!

Solo una persona si è salvata dalla mia furia, una persona che in fin dei conti non è mai uscita dalla mia vita, e non credo ke sarò mai in grado di mandarla a quel paese!

Questo anno giunto al termine mi ha riservato sorprese, soddisfazioni, gioie e dolori ma soprattutto cambiamenti!

E come l’anno scorso non faccio bilanci né pronostici, mi auguro soltato ke l’anno ke verrà sarà splendido e vero come questo appena trascorso.

Concludo con il mio consueto proposito per il nuovo anno (sperando ke mi porti fortuna come l’anno scorso) : riempire la mia vita di amici e godermi appieno tutto ciò che mi capita! Perché questo non l’ho mai fatto! Vediamo se ci riesco J

Intanto:

BUON ANNO A TUTTI VOI