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Fattore Dipendenza

24 Ott

Chi di voi non si è ritrovato a guardare, per un intero pomeriggio, puntate su puntate della vostra serie tv preferita invece di studiare, lavorare o fare qualsiasi altra cosa avreste dovuto fare? Quando trovo una serie interessante, per me è la fine! Diventa una droga. Smetto di studiare, mi chiudo in casa, rifornisco il frigo e mi immergo interamente in quel mondo fittizio. Pensavo fosse solo un mio problema, invece ho scoperto che c’è un intero mondo, sul web, che soffre della mia stessa sindrome: la dipendenza da telefilm!
Leggendo qua e là ho notato che ci sono difersi fattori che confluiscono o generano questa sorta di sindrome, o che semplicemente hanno a che fare con essa.

FATTORE STREAMING
Grazie ai nuovi siti di streaming, la diffusione e la possibilità di visualizzare video quando se ne abbia voglia, sono aumentate, per cui non c’è più bisogno di aspettare la programmazione del palinsesto per vedere il “lo scoprirete nelle prossime puntate”. Da un lato questo accorcia la suspence, dall’altro favorisce la fruizione della serie. Non sono sicura se sia legale o meno, sicuramente senza lo streaming non avrei potuto vedere molte di quelle serie che sono adesso le mie preferite.

FATTORE DOPPIAGGIO
Ovviamente col fattore streaming si presenta una possibilità nuova rispetto a quando si seguivano le sit-com in tv. Abbiamo infatti il giusto mezzo per poter vedere le puntate in lingua originale. Tale mezzo dà anche la possibilità di confrontare il plot originale con quello tradotto e doppiato in italiano. La maggior parte delle volte il rifacimento nella nostra lingua risulta peggiore e più scadente.

FATTORE FUN CLUB
Sempre sul web, se si è interessati, si può entrare a far parte del fun club della propria sit-com preferita, fun club che diventano vere e proprie community, tipico è il caso dei “GLEEKS”. Chi sono i GLEEKS? Ma naturalmente i fan di “GLEE”, telefilm americano a metà tra musical e sit-com. Le musiche sono un rifacimento di pezzi famosisimi e alle volte le puntate sono veri e propri tributi a personaggi che hanno fatto la storia della musica (vedi la puntata dedicata a Madonna). Come in questo caso spopolano siti, fan pages su Facebook e forum di discussione dove ci si può confrontare su questo o quell’episodio o osannare questo o quell’altro personaggio. Si diventa, insomma, dei veri e prorpi nerd.

FATTORE NERD
Dai nerd sfigati di Star Trek ne è passata di acqua sotto i ponti! Oggi essere nerd non è più da sfigati, anzi. Ce lo insegnano i personaggi dell’ormai famoso “The Big Bang theory”, il cuo motto è “smart is the new sexy“. Una sit-com scritta da nerd, prodotta da nerd e che parla di nerd. I nerd in questione sono quattro tra ingegneri spaziali e fisici teorici che, non appena entrano in contatto con la vera vita sociale, e non quella dei social network, ne combinano di tuti i colori.

FATTORE CLOONEY
Da E.R. ai telefilm moderni c’è un po’ di differenza, ma la moda del medico in azione non è mai passata. Ne sono una prova Dr. House, Grey’s Anatomy e perfino Scrubs, che le sit-com ospedaliere sono intramontabili. Il cinismo di Gregory House è addirittura un modello di vita per molti fan/adepti della serie. In una puntata di Scrubs, perfino il Dr. Cox si prende gioco di House, impersonandolo e mostrandone le debolezze. Il bello di Scrubs, infatti, è proprio questo: alla fine della puntata, dopo tutte le gags dei protagonisti, spunta sempre la morale, che non è mai forzata o artificiosa.

FATTORE NEVER ENDING
Da vent’anni ad oggi se qualcuno avrà fatto zapping si sarà sicuramente accorto di un elemento reiterativo. Sì, sto parlando di Beautiful. Questo e tutte le serie che iniziano con un determinato motivo e che poi, visto l’interesse del pubblico, continuano anche per svariati anni, costringendo gli sceneggiatori a inventarsi storie nuove e sempre più assurde per portare avanti la serie, mettendo in scena addirittura resurrezioni che nemmeno in Dragon ball! La celeberrima serie Lost, ad esempio, sembra non finire mai, ma ti cattura con tutti i mezzi possibili. Così con colpi di scena su colpi di scena ti ritrovi a seguire il telefilm per anni, nonostante l’assurdità della piega da esso intrapresa.

Tirando le somme, non è proprio gravissimo chiudersi in casa a guardare sit-com, l’importante è esserne coscienti e farlo sempre in maniera critica, non lasciandosi trascinare nel vortice del “ancora una puntata e poi stacco”. Bisogna sapersi contenere e, prima o poi, riusciremo a controllare la nostra dipendenza…
… BAZINGA!

FONTE: http://www.abattoir.it/2010/10/23/fattore-dipendenza/

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Buttati nel turismo, un cazzo! (Articolo per abattoir.it)

14 Set
 

Ultimamente, non so se ve ne siete accorti, è diventato difficilissimo trovare un lavoro. Che scema! ma è ovvio che ve ne siate resi conto! Io per due mesi interi non ho fatto altro che alzarmi al mattino, inviare curricula e fare colloqui dai quali venivo categoricamente scartata. Un giorno, stanca dei soliti siti tipo infojob e robe così, decido di concentrarmi e pensare a come impiegare le mie risorse in base a ciò che mi circonda. Dal momento che sono di Trapani, ridente cittadina siciliana, mi balena in mente l’idea di puntare sul turismo. Che idea geniale! La provincia di Trapani è sempre invasa dai turisti nel periodo estivo. E così cercando cercando ho trovato uno di questi lavoretti da quattro soldi, per soli tre mesi, dove lavori tutto il giorno e stai a contatto con la gente: promozione turistica. Adesso sono qui,  seduta al piccolo molo turistico, cullata dal rumore delle onde che si infrangono sugli scafi. Vedo passanti fare lunghe passeggiate sul muretto che costeggia i frangiflutti, ragazzini che si improvvisano abili pescatori, marinai dalla pelle abbronzata (non in senso berlusconiano) che intrecciano reti, senegalesi e marocchini che preparano le loro bancarelle e, soprattutto, loro: i turisti.
Ci sono vari tipi di turista: c’è quello ricco straricco, che te ne accorgi perché va in giro con polo firmate pantaloncini e mocassini e con bassotto a seguito; c’è quello che vuole fare le “vacanze intelligenti”, anche se è partito ad agosto, ma insiste a voler risparmiare fino all’ultimo centesimo possibile, che te ne accorgi quando ti chiede lo sconto su un biglietto di 20 euro; c’è poi quello sprovveduto il quale non sa neanche dov’è che è andato in vacanza, che te ne accorgi quando ti chiede se da Trapani può andare a Mothia in canoa.
Ormai riesco a distinguere ogni tipo di turista che viene da me a chiedere delle escursioni in barca. I più si aggirano furtivamente intorno alla mia postazione, buttando l’occhio di quando in quando su qualche cartellone e, quando mi rivolgo loro chiedendogli se gradiscono delle informazioni, fanno un sorrisetto e rispondono “stavo leggendo…”, allorché io penso: “ma tanto sempre di me avrai bisogno, perché sul cartellone non c’è scritto il prezzo, scemo!” e difatti, puntualmente, si avvicinano con la domanda da un milione di dollari! Alcuni vengono con passo spedito e sguardo fermo, mi si piantano davanti e mi dicono: “allora, come funziona?”. Io non so mai cosa rispondere a questo tipo di turista, è quello che vuole sapere tutto, che fa mille domande che crede siano intelligenti quando invece sono del tutto inutili o inappropriate, quello che non mi lascia spiegare un accidente dei servizi che vendo, ma mi anticipa con richieste e supposizioni. Nel tempo, alla domanda “allora, come funziona?” ho preso l’abitudine di rispondere “a motore!”. La risposta invece che adoro più di tutte, e in base alla quale il cliente reagisce in modi differenti, è: “un euro al kg”. A chi rispondo così? A quei turisti che, siccome sono siciliani, pensano che fare un’escursione sia una cosa superflua, e la farebbero quasi per farci un favore. Questi si avvicinano, con un sorriso che vuol dire tutto, e mi fanno: “signorina… (pausa) Quant’è?”

Sarà che di questi tempi è difficile trovare un lavoro, ma con i turisti di oggi è quasi impossibile lavorare, riuscendo, a fine giornata, a non odiare il genere umano. Spero solo di non risultare anche io così cagacazzi quando vado in vacanza!

 
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