Seconda parte. Puntata2

29 Set

L’acre odore di disinfettante le pizzicò il naso e quel viavai di infermieri, dottori e parenti assonnati era quasi insopportabile.

Dopo una prima occhiata si diresse verso la portineria:

<<Buongiorno!>> fece.

La segretari, che era impegnata in una vivace discussione telefonica, le fece cenno di attendere alzando l’indice per chiederle un minuto. Infine, mettendo giù il telefono un po’ troppo vigorosamente:

<<Ha un appuntamento?>>

<<Veramente sarei una tirocinante che inizia lo stage oggi>>.

La segretaria la guardò con aria stupita inarcando le sopracciglia:

<< La presentazione è già iniziata, il Dottor XXXX sta facendo fare il giro dei

corridoi ai nuovi arrivati >>.

Pausa imbarazzante.

<<Signorina le conviene trovare un’ottima scusa mentre li aspetta. Sa, il

professore non sopporta i ritardatari>>.

"oooook, cominciamo bene!" Pensò Clara e, facendole un sorrisino a messo labbro

accompagnato da un cenno del capo, si allontanò dirigendosi verso i bagni.

 

Mentre camminava pensava alla balla da inventare per far sembrare il suo

ritardo il più giustificabile possibile; ma non le venne in mente nulla.

D’un tratto, anziché continuare verso i bagni, imboccò il corridoio a destra delle

scale e cominciò ad aggirarsi furtiva. Passò davanti allo spogliatoio, il

magazzino e un paio di uffici, facendo attenzione e voltando gli angoli con una

circospezione degna di un ladro o un fuggitivo. Ad un certo punto, proprio alla

fine del corridoio, vide una scia di ragazzi intenti a salire al piano di sopra.

"Dall’aspetto si direbbero proprio un gruppo di tirocinanti alla loro prima visita

in ospedale. Gli manca solo la macchina fotografica e gli occhi a mandorla!"

Si avvicinò all’ultimo della coda e gli chiese:

<< Siete i nuovi tirocinanti?>>

<<Si, signora>> . Si rivolse con tale deferenza che Clara pensò che l’avesse

scambiata per qualcuno di importante, un pezzo grosso, uno di quelli a cui è

sempre meglio leccare le chiappe.

"Bene!" pensò, e si intrufolò nel gruppetto facendo finta di nulla. Il ragazzo, che

dapprima era rimasto un po’ disorientato, dopo un attimo non se ne curò più e

tornò a penzolare dalla labbra del professore. Questi stava spiegando loro le

politiche dell’ospedale riguardo i turni:

<<E il capo del personale infermieristico vi darà ogni fine settimana la tabella

con i turni di pratica, che dovrete integrare alle ore di lezione, intesi?>> Smise di parlare, il Professor XXXX, per dar tempo ai novellini di memorizzare le informazioni. Dunque si girò verso di loro e, sul punto di pronunciare la fatidica frase "non ammetto negligenze", si fermò e fissò Clara.

<<Da quanto tempo è qui signorina?>>

<<Dall’inizio della presentazione, perchè?>>

XXXX la guardava perplesso, e si passò più volte l’indice sul mento, segno di riflessione, al che esclamò:

<<Strano che io non l’abbia notata prima!>> Detto ciò si girò e ricominciò il suo dovere da cicerone senza più fermarsi.

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